Vai al contenuto

La zoologia mondiale celebra un traguardo senza precedenti: dopo 30 anni di estinzione, una lumaca viene reintrodotta in natura

Le Hawaii vantano una delle più grandi concentrazioni di specie uniche del pianeta, ma registrano anche alcune delle perdite più rapide e silenziose. Mentre vengono descritti nuovi organismi, altri scompaiono, trascinati dai cambiamenti nell’ecosistema che non sono riusciti ad assorbire in tempo. Questo è stato il destino di una piccola lumaca arborea che è rimasta estinta in libertà per 30 anni dopo l’arrivo di una specie invasiva, la lumaca carnivora lupo rosa (Euglandina rosea), insieme alla pressione costante di ratti e camaleonti. Anche se tutto sembrava irreversibile, quest’anno la scienza è riuscita a riportarla nel suo habitat naturale.

Riuscito il ritorno in natura della lumaca arborea hawaiana dopo 30 anni di estinzione

La specie protagonista di questo ritorno è l’Achatinella fuscobasis, una delle lumache arboree più rare di O’ahu. Secondo quanto indicato dall’U.S. Fish and Wildlife Service, il suo recupero è il risultato di decenni di lavoro costante, iniziato negli anni ’70 quando gli scienziati hanno iniziato a rilevare un crollo delle sue popolazioni.

La situazione è diventata critica per diversi motivi. La lumaca lupo rosa divorava rapidamente gli esemplari autoctoni, mentre i ratti ne frantumavano i gusci e i camaleonti aumentavano la pressione dagli alberi.

A ciò si aggiungeva un enorme svantaggio biologico, ovvero il fatto che queste lumache impiegano dai cinque ai sette anni per raggiungere la maturità e hanno solo pochi piccoli all’anno. Non potevano competere con predatori che si riproducono facilmente.

Nel 1991, il biologo Michael Hadfield, professore emerito dell’Università delle Hawaii a Mānoa, raccolse gli ultimi 11 esemplari conosciuti in libertà. Quella decisione segnò l’inizio di un programma di allevamento in cattività che si protrasse per oltre tre decenni. Le lumache sono sopravvissute in laboratorio grazie a un controllo estremo della temperatura, dell’umidità e dell’alimentazione, basata su funghi coltivati appositamente per loro.

Il passo successivo è stato ancora più complesso. I team sapevano che riportarli nella foresta senza protezione avrebbe significato perderli di nuovo, e così nacquero i kāhuli kīpuka, recinti di alta sicurezza con pareti lisce e barriere elettriche a basso voltaggio che respingono i predatori senza ucciderli. Prima di ogni rilascio, volontari e tecnici hanno trascorso centinaia di ore eliminando ratti, lumache predatrici e camaleonti all’interno del perimetro.

La reintroduzione è iniziata nel dicembre 2024 nella Riserva Forestale del Bacino Idrografico di Honolulu, sulle montagne Ko’olau, ed è proseguita per tutto il 2025 e l’inizio del 2026. Da allora, gli scienziati monitorano notturno le lumache, contrassegnate con vernice visibile alla luce ultravioletta per individuarle tra la vegetazione.

Come è la lumaca hawaiana che è riuscita a sopravvivere

La lumaca arborea hawaiana, conosciuta localmente come kāhuli, vive su foglie e tronchi, non si nutre di piante e si dedica a raschiare funghi e alghe microscopiche, contribuendo all’equilibrio microbiologico della foresta e al ciclo dei nutrienti del suolo.

Il suo guscio, piccolo e conico, presenta bande di colori che vanno dal bianco al marrone, con sfumature gialle, verdi o rossastre. Ogni individuo trascorre solitamente tutta la sua vita sullo stesso albero e si attiva solo di notte. Durante il giorno rimane attaccato alla corteccia per conservare l’umidità.

Oltre al suo valore ecologico, occupa un posto di rilievo nella cultura hawaiana. Appare in canti, danze e leggende, dove gli viene attribuita la capacità simbolica di cantare.

Secondo l’U.S. Fish and Wildlife Service, il completo recupero richiederà generazioni. Tuttavia, questo ritorno rompe una tendenza che sembrava definitiva.

Author

Mi chiamo Martina e sono appassionata di archeologia, natura e delle meraviglie del nostro mondo. Nei miei racconti condivido scoperte sorprendenti, reperti insoliti, tesori ritrovati e curiosità affascinanti sul pianeta e sulla sua storia. Amo esplorare ciò che è nascosto, dimenticato o poco conosciuto e trasformarlo in storie capaci di stupire e far riflettere.