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Scoprono più di 300 monete medievali e, a pochi metri di distanza, una tomba anglosassone con guerrieri e un cavallo: due reperti separati da secoli che riscrivono la storia del Suffolk.

Quando gli archeologi hanno iniziato gli scavi preliminari alla costruzione della centrale nucleare di Sizewell C, nel Suffolk (Regno Unito), pochi immaginavano che sotto i loro piedi giacesse un pezzo dimenticato della storia medievale britannica. Tra le sabbie mobili, letteralmente, è emersa una necropoli anglosassone del VI e VII secolo con un ritrovamento che ha lasciato senza fiato gli esperti: una doppia sepoltura di alto rango accompagnata da un cavallo completo, ancora con la sua attrezzatura da equitazione. Quello che è stato trovato non era semplicemente un’altra tomba. Si trattava di una “sepoltura principesca” – come l’hanno definita gli archeologi dell’Oxford Cotswold Archaeology, responsabili del progetto – in una struttura funeraria che evoca le grandi necropoli anglosassoni di Sutton Hoo o Snape. In questo caso, tuttavia, la terra non ha conservato le ossa, ma qualcosa di ancora più inquietante: silhouette di sabbia, corpi trasformati in ombre del passato.

Sagome nella sabbia

Il terreno sabbioso e acido della regione non ha permesso la conservazione dei resti ossei, ma ha impresso con sorprendente fedeltà le forme dei corpi. Queste “sagome di sabbia” sono diventate uno dei ritrovamenti più strani ed evocativi della recente archeologia britannica. Come se qualcuno avesse modellato a mano figure umane e animali con sabbia bagnata, le forme di due persone e un cavallo sono rimaste intatte in negativo.

Entrambi gli individui, adulti, sono stati sepolti insieme nella stessa fossa, accompagnati da un impressionante insieme di oggetti: spade, lance, scudi, una bacinella di ferro e recipienti di rame e argento, probabilmente utilizzati in banchetti o rituali. La posizione dei corpi, uno dei quali con una spada e una grande ciotola sull’addome, suggerisce una sepoltura cerimoniale accuratamente pianificata. Accanto a loro, il cavallo – alto circa 1,40 m – giaceva in posizione laterale, con il morso di ferro ancora in bocca e resti di ornamenti in bronzo sulla briglia.

Tutto indica che non si trattava di una sepoltura qualsiasi: siamo di fronte a individui di status molto elevato, probabilmente membri di un’aristocrazia guerriera legata ai primi regni anglosassoni della regione.

La sagoma di un cavallo sepolto insieme a due persone tra il VI e il VII secolo è rimasta impressa nella sabbia. Il terreno acido ha disintegrato le ossa nel corso del tempo, ma ha conservato il contorno dei corpi, come una traccia silenziosa del rituale funerario. 

Un cimitero per i potenti

La tomba era inserita in uno dei almeno 12 tumuli funerari scoperti nel sito, che spiccavano nel paesaggio costiero del Suffolk. Sono state identificate anche più di 40 sepolture aggiuntive, sia di cremazione che di inumazione. A differenza della sepoltura centrale, queste altre erano più distanti, alcune accompagnate solo da una fibbia, una perla o un piccolo pugnale.

Questa disposizione gerarchica dello spazio funerario rafforza l’idea che si trattasse di una necropoli d’élite, organizzata secondo i ranghi sociali. Mentre i nobili e i guerrieri venivano sepolti al centro del tumulo con tutti i loro corredi funerari, gli individui di rango inferiore venivano relegati ai margini, in tombe più modeste e meno evidenti.

Il ritrovamento di una sepoltura circondata non da un fossato, come era consuetudine, ma da una palizzata circolare di pali conficcati verticalmente, ha sorpreso ancora di più gli esperti. Si tratta di un tipo di struttura completamente insolita nel contesto funerario anglosassone e che ha pochi paralleli nel sud dell’Inghilterra.

Morte, potere e identità nel VII secolo

Questo tipo di sepolture non sono intese solo come riti di passaggio. Nel contesto del VII secolo, un’epoca in cui le isole britanniche non erano ancora completamente cristianizzate, il modo di trattare i morti parlava di potere, prestigio e credenze profondamente radicate nel simbolico.

Seppellire qualcuno con un cavallo, oltre che con equipaggiamento militare e stoviglie di lusso, non era semplicemente un tributo personale. Era una dichiarazione di status, una scenografia attentamente studiata per esprimere autorità anche oltre la morte. Questi elementi potevano servire a rafforzare alleanze, consolidare lignaggi o dimostrare il controllo su rotte commerciali e territori.

Il collegamento con sepolture emblematiche come quella di Sutton Hoo, con la sua famosa nave funeraria, rafforza l’ipotesi che questa costa orientale dell’Inghilterra fosse uno degli epicentri del potere anglosassone in quei secoli turbolenti, dopo la caduta della provincia romana della Britannia.

Un sito che attraversa i millenni

Il cimitero anglosassone non è l’unico ritrovamento rilevante durante i lavori di Sizewell C. Nella stessa zona sono state identificate tracce di occupazione umana fin dal Paleolitico. Da strumenti neandertaliani di 40.000 anni fa a forni medievali, passando per una scala in quercia dell’età del ferro in condizioni quasi perfette e un laboratorio di ceramica romana con forno incluso.

Uno dei ritrovamenti più singolari è stato un mucchio di monete d’argento dell’XI secolo, più di 300 pezzi avvolti in piombo e stoffa, probabilmente sepolti da qualcuno che voleva proteggere i propri risparmi in tempi di instabilità politica.

Queste scoperte non solo forniscono nuove informazioni: stanno letteralmente riscrivendo il passato del Suffolk, rivelando che questa costa è stata per millenni un luogo di transito, di commercio e di interazione tra culture.

Cosa resta da scoprire

Per ora, molti degli oggetti rinvenuti sono in fase di analisi e restauro da parte di esperti, e si spera che nei prossimi anni le ricerche con il DNA e le tecniche avanzate di bioarcheologia possano fornire ulteriori dati sull’identità delle persone sepolte, le loro origini geografiche, la loro dieta o persino la loro salute.

Nel frattempo, il ritrovamento è già stato presentato al pubblico e alcuni dei reperti saranno presto esposti in occasione di eventi aperti al pubblico. Lungi dall’essere sepolti nuovamente, questi reperti cercano di integrarsi nella memoria collettiva, restituendo alla comunità un patrimonio che è rimasto nascosto sotto i suoi piedi per secoli.

Author

Mi chiamo Martina e sono appassionata di archeologia, natura e delle meraviglie del nostro mondo. Nei miei racconti condivido scoperte sorprendenti, reperti insoliti, tesori ritrovati e curiosità affascinanti sul pianeta e sulla sua storia. Amo esplorare ciò che è nascosto, dimenticato o poco conosciuto e trasformarlo in storie capaci di stupire e far riflettere.