Il sito archeologico di Efeso continua a fornire nuovi dati sull’antichità mediterranea. Durante i recenti scavi archeologici effettuati in questo sito patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, i ricercatori hanno recuperato un’eccezionale vasca da bagno in marmo dell’epoca imperiale romana. Il ritrovamento arricchisce la nostra conoscenza della vita quotidiana delle élite urbane e di un altro aspetto storico meno evidente: i processi di trasformazione e riutilizzo degli oggetti di lusso nel mondo antico. Il pezzo, inizialmente concepito come parte dell’arredamento domestico di una residenza benestante, è stato riutilizzato secoli dopo con una funzione completamente diversa.
Il contesto archeologico: gli scavi in Stadium Street

Gli interventi archeologici nel sito sono stati condotti nell’ambito di un ambizioso progetto di ricerca e conservazione che mira a valorizzare alcuni dei settori meno conosciuti dell’antica Efeso. In questo contesto, gli scavi si sono concentrati su Stadium Street, una delle principali arterie della città romana, che collegava le zone residenziali agli spazi pubblici.
Il punto in cui è stata rinvenuta la vasca è particolarmente significativo, poiché questa strada si trovava vicino alle cosiddette Case a Terrazza, complessi residenziali di alto livello occupati dalle famiglie più ricche di Efeso. Questi complessi abitativi erano caratterizzati da un’architettura curata, da raffinati programmi decorativi e dall’incorporazione di comfort tipici della vita aristocratica romana.
La presenza della vasca da bagno in questo contesto rafforza quindi l’ipotesi che l’oggetto facesse parte dell’arredamento di un’abitazione d’élite. In questo quartiere esclusivo, il lusso domestico e l’ostentazione sociale sarebbero stati elementi centrali per la costruzione dell’identità urbana.
La vasca da bagno in marmo: tra lusso e funzionalità
Marmo di alta qualità
La vasca monolitica è stata scolpita in un marmo noto come Greco Scritto, una varietà molto apprezzata nell’antichità sia per la sua resistenza che per le sue attraenti venature. Le sue dimensioni, circa 1,46 metri di lunghezza per 0,73 metri di larghezza e 0,60 metri di altezza, sembrano confermare che fosse stata progettata per il bagno individuale in un contesto domestico.
La scelta di un materiale così costoso sottolinea l’elevato status sociale dei suoi proprietari originali. Il marmo, materiale costoso, aveva anche la funzione di segnalare visivamente il prestigio e il potere economico all’interno della casa.
I ricercatori ritengono che il pezzo risalga al I secolo d.C. In questo periodo di grande prosperità per Efeso, la città si consolidò come uno dei principali centri urbani del Mediterraneo orientale sotto il dominio romano.
I dettagli ornamentali come segni di status
Al di là delle sue dimensioni e delle sue ricche qualità materiali, la vasca da bagno si distingue per la qualità della sua esecuzione scultorea. Presenta modanature finemente lavorate, piedi a forma di zampe di leone e un fregio decorativo con il classico motivo noto come “uovo e dardo”, comune nell’architettura e nell’arredamento di ispirazione ellenistica e romana.
Questi elementi decorativi comunicavano visivamente l’appartenenza dei suoi proprietari a un’élite culturalmente romanizzata, familiarizzata con i codici estetici dell’Impero romano. La ricchezza formale della vasca da bagno suggerisce quindi che fosse un elemento centrale dello spazio domestico, concepito per combinare igiene, benessere fisico e status sociale.
Da oggetto domestico a infrastruttura urbana: il riutilizzo dei materiali nell’antichità

Uno degli aspetti più sorprendenti è la trasformazione funzionale che la vasca da bagno ha subito dopo essere stata abbandonata come oggetto domestico. In una fase successiva della storia urbana di Efeso, il pezzo è stato riutilizzato come abbeveratoio o come fontana pubblica.
Questo adattamento ha comportato la necessità di perforare la struttura in marmo. I ricercatori hanno identificato due perforazioni, una nella parte superiore e una nella parte inferiore, che consentivano l’ingresso e l’uscita controllata dell’acqua. Più che un atto di saccheggio o distruzione, questo intervento risponde a una pratica ben documentata di riutilizzo di materiali antichi (spolia).
Il riutilizzo di elementi architettonici e decorativi era comune nei contesti di trasformazione urbana, soprattutto nei periodi di cambiamento economico o sociale, quando l’accesso a nuovi materiali diventava più costoso o limitato.
Implicazioni culturali e sociali del ritrovamento
La cultura del bagno nel mondo romano
Il bagno occupava un posto centrale nella cultura romana, sia nella sua dimensione pubblica che privata. Sebbene le grandi terme monumentali abbiano ricevuto una maggiore attenzione archeologica, gli spazi domestici dedicati al bagno offrono una prospettiva complementare e fondamentale per comprendere la vita quotidiana delle classi superiori.
La vasca da bagno di Efeso, quindi, fornisce una prova diretta di come i valori associati al corpo, all’igiene e al comfort fossero espressi anche nella sfera privata, attraverso oggetti preziosi e di grande impatto visivo.
Riutilizzo e continuità urbana
La trasformazione e l’inclusione della vasca da bagno nell’infrastruttura idraulica urbana riflettono una concezione pragmatica dello spazio. Così, con il cambiamento di funzione o di proprietà, gli oggetti non scomparivano necessariamente, ma venivano integrati in nuove dinamiche di utilizzo che rispondevano alle esigenze della comunità.
Una scoperta che trasforma la comprensione dell’urbanistica e della vita domestica romana
La scoperta di questa vasca da bagno in marmo a Efeso costituisce un contributo significativo all’archeologia romana. Il pezzo sintetizza il lusso domestico, l’identità sociale e il riutilizzo dei materiali, offrendo al contempo una visione completa delle pratiche culturali di una delle città più influenti dell’Impero Romano. Testimonianza materiale privilegiata delle dinamiche sociali, economiche e urbanistiche di Efeso nel corso del tempo, questo oggetto di lusso ci ricorda che i reperti archeologici non sono entità statiche, ma elementi dinamici la cui storia si costruisce nel tempo.
