L’antico Egitto ha lasciato un’eredità architettonica spettacolare. Le piramidi sono passate alla storia come monumenti irripetibili che ancora oggi custodiscono molti segreti su quella civiltà. In questo senso, spiccano in particolare le tre grandi costruzioni dell’altopiano di Giza —Cheope, Chefren e Micerino —, autentiche meraviglie architettoniche sulle quali si continuano a fare scoperte.
SER Historia ha parlato del progetto Scan Pyramids, un’iniziativa che ha come obiettivo quello di scansionare le piramidi utilizzando tecniche non invasive per rilevare la presenza di cavità, camere nascoste e strutture finora sconosciute.
Uno dei membri del team, professore del Dipartimento di Fisica Teorica dell’Università di Saragozza, ha parlato con Nacho Ares per spiegare una delle scoperte più rilevanti del progetto: il cosiddetto Grande Vuoto della piramide di Cheope.
Gómez ha raccontato come è avvenuta quella scoperta nel 2017, quando sono riusciti a localizzare una piccola cavità interna in uno dei vertici della piramide. “Abbiamo oscurato con la tomografia uno dei vertici in cui si sapeva che c’erano piccole cavità, per verificare se le nostre immagini fossero in grado di rilevarle”, ha spiegato il fisico.
Il risultato, continua Gómez, “è stato ottimo, perché oltre a verificare che vedevamo queste fessure nella loro posizione, abbiamo scoperto una piccola cavità proprio su quel bordo che non era nota. E questo ci ha convinto che la tecnologia utilizzata era molto potente”.
Una tecnologia che fornisce dati chiave sulla scoperta

A partire da questo progresso, il progetto ha potuto continuare la sua ricerca. Le tecniche utilizzate hanno permesso al team di stimare le dimensioni, la posizione e la densità degli elementi interni della piramide. “Possiamo determinare se un oggetto ha una densità maggiore o minore della densità media della roccia che compone la piramide”, ha spiegato.
Nel caso del Grande Vuoto, il team ha concluso che “c’è un elemento con una densità inferiore, paragonabile a quella dell’aria, e siamo riusciti a stabilirne la posizione e le dimensioni tramite la triangolazione di diverse misurazioni mediante tomografia”.
Il progetto Scan Pyramids ha così annunciato la scoperta di un vuoto lungo circa 30 metri all’interno della piramide di Cheope, il tutto senza perforazioni né interventi fisici, grazie all’uso combinato di termografia a infrarossi, simulazioni 3D e rilevamento di muoni, particelle di raggi cosmici che consentono di visualizzare le strutture interne senza danneggiare la costruzione.

