Importante scoperta: a Guadalajara, in Spagna, alcuni ricercatori hanno recuperato quattro uova di titanosauro risalenti a circa 72 milioni di anni fa. La scoperta è avvenuta nel giacimento cretaceo di Poyos, un importante sito paleontologico di Guadalajara. Il sito En Femenino riporta che “le uova risalgono alla fine del periodo Cretaceo, quando i titanosauri dominavano gli ecosistemi terrestri dell’Europa”.
Uova fossili rivelano la convivenza di più specie di titanosauri nello stesso sito

Il progetto è stato finanziato dal governo di Castilla-La Mancha e diretto dai paleontologi Francisco Ortega e Fernando Sanguino, del Gruppo di Biologia Evolutiva dell’Università Nazionale di Educazione a Distanza (UNED).
Il team, amplia il sito citato, ha documentato chiare differenze nella morfologia e nella microstruttura dei gusci all’interno dello stesso livello stratigrafico.
Questo modello suggerisce che “nella stessa zona potevano coesistere diverse specie di titanosauri, uno scenario insolito nei registri delle deposizioni”.
Secondo il Museo Emilio Feruglio, in Argentina, i titanosauri erano una stirpe diversificata di dinosauri erbivori che comprendeva dalle specie più piccole, come il Rinconsaurus o il Saltasaurus di circa 6 tonnellate (l’equivalente approssimativo in termini di dimensioni di un elefante adulto), fino alle più grandi conosciute, come l’Argentinosaurus o il Puertasaurus, specie di oltre 60 tonnellate.
Esposizione delle uova di titanosauro
Le uova sono descritte con un “caratteristico” tono rossastro e un eccellente stato di conservazione, sottolinea Ok Diario.
Il mezzo di comunicazione aggiunge che il Museo Paleontologico di Castilla-La Mancha (MUPA), situato a Cuenca, in Spagna, ha incorporato nella sua esposizione permanente queste quattro uova di titanosauro con un’età stimata di 72 milioni di anni.
Nuovo ootaxon e riferimento mondiale

“Siamo di fronte a una scoperta di riferimento mondiale, poiché la coesistenza di due tipi diversi di uova nello stesso livello stratigrafico costituisce un fatto estremamente eccezionale”, afferma la viceconsigliera alla Cultura e allo Sport, Carmen Teresa Olmedo.
Sul sito del MUPA si spiega che lo studio conferma la presenza del Fusioolithus baghensis, specie comune nei registri più recenti, ma descrive anche un nuovo ootaxon: il Litosoolithus poyosi.
Questo è caratterizzato dal fatto di essere uova di grandi dimensioni, con gusci molto sottili, bassa porosità e ornamenti sparsi.
“La coesistenza di due tipi diversi di uova nello stesso livello stratigrafico è un fatto estremamente raro, che rende il sito di Poyos un punto di riferimento mondiale”, affermano gli esperti.
La scienza continuerà a indagare: l’eccellente conservazione di covate e uova complete, così come l’abbondanza di frammenti di guscio, offrono informazioni chiave per la paleobiologia riproduttiva dei titanosauros europei, diffonde il mezzo.
Il sito En Femenino spiega che ootaxón è il termine che raggruppa le uova in base alle caratteristiche del guscio quando l’embrione non è noto. Funziona come una classificazione parallela a quella zoologica.
